Aurelio Galleppini

AURELIO GALLEPPINI in arte Galep, creatore grafico del personaggio e disegnatore, è nato a Casal di Pari (Grosseto) il 28 agosto 1917 da genitori sardi, e ha vissuto la maggior parte della sua giovinezza in Sardegna, dove lasciò gli studi al secondo anno dell’Istituto industriale per dedicarsi al disegno e alla pittura, che coltivò da autodidatta. Quando aveva diciotto anni, suoi disegni apparvero in filmini animati eseguiti per conto di una Casa tedesca fabbricante di proiettori a due tempi. I primi disegni di Galleppini stampati su periodici risalgono al 1936: erano fiabe illustrate destinate a "Mondo Fanciullo".  Dal 1937 al 1939 collabora a "Modellina" con i suoi primi racconti illustrati – "In terra straniera", "La prova dei coccodrilli", "All’ombra del tricolore", "Le avventure di Pulcino" (quest’ultimo un grande albo a colori in chiave umoristica) – oltre a disegnare alcune copertine per "Il Mattino Illustrato" e a illustrare "Il segreto del motore" di Andrea Lavezzolo. Negli stessi anni, disegna per Mondadori due lunghi racconti a fumetti, sceneggiati da Federico Pedrocchi: "Pino il mozzo" e "Le perle del mar d’Oman".

Nel 1940, Galleppini si trasferisce a Firenze dove inizia la collaborazione con la Casa editrice Nerbini. Sull’"Avventuroso", vengono alla luce numerosi racconti a fumetti, di alcuni dei quali Galleppini cura anche la sceneggiatura. La censura preventiva e altre assurde disposizioni del regime, che venivano a snaturare il contenuto e la forma dei racconti a fumetti, inducono Galleppini a sospendere temporaneamente ogni attività in questo campo. Nell’immediato dopoguerra, Galep si dedica alla pittura – con lusinghieri successi – al cartellonismo e all’insegnamento del disegno.

Nel 1947, riprende l’attività di illustratore con una serie di albi per l’"Intrepido", fra i quali: "Il clan dei vendicatori", "Il corsaro gentiluomo", "Il giustiziere invisibile", "La perla azzurra". Inoltre, illustra libri come "I Tre Moschettieri", "La Maschera di Ferro", "Le Mille e una Notte", "Il Barone di Münchhausen" e "Pinocchio" (quest’ultimo a fumetti). Verso la fine del 1947, Galleppini prende i primi contatti con la direttrice delle edizioni "L'Audace" di Milano per una nuova collaborazione. Per Tea Bonelli illustra il periodico quindicinale "Occhio Cupo" e il fascicolo settimanale "Tex", entrambi su testi di Giovanni Luigi Bonelli. Tex segna una svolta nell’attività artistica di Aurelio Galleppini, che a questa pubblicazione dedica ogni suo impegno, salvo brevi ed eccezionali pause come, per esempio, la storia "L’Uomo del Texas" realizzata nel 1977 su testi di Guido Nolitta per la collana "Un Uomo, un’Avventura".

Galep disegna da solo le storie di Tex per parecchi anni, fino a quando le dimensioni della pubblicazione richiedono la mano di altri disegnatori. Sue sono, comunque, tutte le copertine della serie fino al numero 400. Una dedizione (anzi, quasi una simbiosi), interrotta soltanto dalla scomparsa di Galep, avvenuta a Chiavari (Genova), il 10 marzo 1994.


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