Infinite Statue story: i primi 10 anni

Infinite Statue Story (2007 - 2017)

Nei primi anni 2000 iniziò la diffusione di un nuovo tipo di collezionismo legato al mondo delle figure 3D tratte dagli eroi del fumetto e dal cinema. Nonostante già tempo prima vi furono dei tentativi in questo senso, fu propri in quegli anni che questo tipo di prodotti venivano sempre più apprezzati e richiesti da una grossa parte di pubblico in tutto il mondo.

Anche se le “action figure”, intese come figure in plastica semi-articolate e provviste di vestiario in tessuto, erano il solo esempio di raffigurazione tridimensionale e già in auge da moltissimi anni (vedi le varie Star Wars degli anni ’70/’80), fu proprio l’espandersi di “statue” vere e proprie (in resina e molto dettagliate) a svelarsi come qualcosa di inedito, affascinante, ed incredibilmente attrattivo per i nuovi collezionisti. L’avvento del primo film della trilogia de “Il signore degli anelli”, fece da catalizzatore a tutto ciò. In Italia ci fu un produttore, Gianfranco Grieco, che esplorò questo mondo del 3D creando delle piccole e belle produzioni ma, si fermarono poco dopo.

Nel 2005/2006, l’idea di creare qualcosa di più mirato ed articolato in questo nuovo settore del collezionismo, era nella mente di Fabio Berruti che, dopo circa due anni di preparazione, portò alla nascita di Infinite Statue.

La genesi di tale progetto, fu complessa e per nulla semplice.

Vi erano moltissimo aspetti differenti tra loro da coordinare e far funzionare: dall’acquisizione delle necessarie licenze alla ricerca di talenti creativi (scultori, decoratori, addetti ai prototipi, produzione in serie ecc…). Naturalmente si faceva riferimento a chi già produceva statue di successo e introdotte in questo mercato, ma erano tutti oltreoceano e si occupavano di personaggi molto noti ma, ovviamente, nulla di italiano. A quel punto, la mossa migliore, era prendere dalla loro esperienza e fu così che le prime due statue furono prodotte grazie alla collaborazione di uno studio americano che, oltre alla sua specializzazione di scansioni 3D per il cinema, era entrata in questo business delle statue in resina con una grossa licenza di Star Wars, erano gli amici di Gentle Giant.

Ma per poter produrre servivano le licenze. Iniziò cosi una sorta di pellegrinaggio verso le case editrici di fumetti e le ricerche tra i produttori cinematografici e i faldoni dell’Archivio Cinematografico di Roma. Nonostante mesi di tentativi, consulenze legali e centinaia di contatti, per il Cinema si rivelò tutto troppo complesso e non era possibile trovare “chi aveva cosa”, ovvero l’impossibilità di trovare gli aventi diritto a determinati film. Troppi anni erano passati da quando i film erano stati fatti e nessuno avare mai previsto (ne pensato) ad uno sfruttamento di questo tipo per le pellicole. A distanza di oltre dieci anni, ad oggi la situazione non è cambiata in quel settore, ma la perseveranza invece no, e Infinite Statue è ancora alla ricerca di una soluzione.

Così tutti gli sforzi si concentrarono sul fumetto italiano, ma anche li non era proprio facile: era complicato convincere che “avremo fatto un bel lavoro” senza qualcosa di già realizzato. Naturalmente la maggior parte di tentativi andarono a vuoto. Ma qualcosa finalmente si sbloccò quando, una autore di grande pregio come Giancarlo Berardi (e poi anche Ivo Milazzo) disse “parliamone”. La licenza per il personaggio Ken Parker fu la prima. In contemporanea, dato che sul fronte fumetto null’altro si muoveva, Fabio si rivolse ad un maestro dell’animazione quale Bruno Bozzetto che, con il suo modo semplice e diretto che ha disse: “Sei proprio sicuro che vuoi fare una statua del Signor Rossi?”.

Queste due prime licenze diedero modo di partire con la produzione, l’immagine dell’azienda, il primo sito internet e il lancio vero e proprio di Infinite Statue nel Gennaio del 2007, e si presentò al pubblico, per la prima volta alla fiera Cartoomics di Milano nel Marzo del 2008 e poi ad Ottobre dello stesso anno a Lucca Comics. Gli anni seguenti portarono ad acquisire nuove licenze e raccogliere i primi grandi successi. La prima statua in assoluto di Rat-Man nacque nello stesso periodo del lancio in TV del personaggio in cartoni animati e la conseguente statua tratta dagli stessi (solo nel 2013 si produssero le statue tratte, questa volta finalmente, dal fumetto stesso) e fu un successo strepitoso; come quella di Dylan Dog che portò la notorietà di Infinite Statue a livelli più alti del previsto. Finalmente si era creato un pubblico affezionato e che seguiva le produzioni con interesse e coinvolgimento. Infinite Statue divenne un marchio di riferimento per i collezionisti ed appassionati sia in Italia che all’estero: la statua di Corto Maltese aprì le porte al già affollato mercato franco-belga così che anche un’azienda italiana poteva vantare la fiducia di collezionisti preparati ed esigenti come quelli francofoni.

Infinite Statue vendeva in oltre 10 paesi nel mondo, le sua statue erano ora molto conosciute, anche se la maggior parte tratte da soggetti che erano dei fenomeni molto italiani; il busto di Michael Jackson aprì i confini d’oltre oceano.

Ma espandersi vuol anche dire poter distribuire al meglio i propri prodotti, pena una pessima promozione e diffusione di ciò che si produce, così nel 2012 la scelta di una fusione con il più grande distributore italiano e europeo di questo settore: Cosmic Group. Questa mossa strategica fu un vero toccasana per l’espandersi di Infinite State e la possibilità per il suo creatore di concentrasi soprattutto sugli aspetti artistici e di licensing del marchio.

Vennero così i successi della linea dedicata a Rat-Man e poco dopo la nascita della linea Old & Rare ed il suo inserimento nel catalogo di un colosso come Sideshow.

Questi primi dieci anni sono stati fantastici, faticosi e non sempre facili, ma hanno segnato una svolta nel mondo del collezionismo e fatto di Infinite Statue un punto di riferimento ineguagliabile. Dopo migliaia di statue vendute, centinaia di collezionisti che ci continuano ad apprezzare il nostro lavoro, possiamo dire che questo è il risultato di un successo che è appena all’inizio.

 

 


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